Io mangio perché ho fame.

La mia fame può avere i più vari motori, può essere patologica o patologicamente azzerata, adornata, specializzata, raffinata, brutalizzata e molte altre cose che possiamo applicare anche al cibo o che noi dobbiamo, per intendere la mia fame e per interloquire con essa, cercare di conoscere e capire.

Comunque, quando mangio, in uno specifico modo io rispondo alla mia fame. Non posisamo dimenticarlo; rischieremmo di accentuare il peso specifico della fame e la nostra difficoltà a relazionarci con essa.

Ciò vale per il sesso, anche. E per l’artista? Idem, sicché quando si dice «il sacro è stato argomento pregnante dell’arte» o altre innumerevoli espressioni di collocazione qua e là della operazione artistica, nello spirituale o nel materiale o nel commerciale o nel geniale, io sto lì e cerco di concentrarmi su come è fatta l’opera.

Ryman-Courier

Robert Ryman, “Courier I”, 1985
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