La cera di Roma, composto tautologicamente con la cera fusa di candele raccolte a Roma, nelle chiese e altrove, è un progetto sulle costanti della materia, sulla sua possibilità di definire una geografia culturale di riferimento senza bisogno di elementi narrativi o descrittivi. Le singole opere vengono realizzate con una buona dose di alea, lasciando che il materiale (allo stesso tempo tradizionalmente legato alla scultura e qui reinventato anche come medium pittorico) prenda forme e copra superfici al di là del controllo da parte dell’autore.

La cera di Roma crea in questo modo mappe impossibili, di strati sovrapposti, di cancellazioni e sollecitazioni sinestetiche che rimandano all’origine del materiale e ne estendono la capacità semantica.

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La cera di Roma #6 (again), 2012-2014, La cera di Roma #12, 2014. Melted beeswax and paraffin candles. cm 203 x 113 x 4,5 each. Exhibition view at Palais de Tokyo – Modules Fondation Pierre Bergé – Yves-Saint-Laurent. Photo: Aurélien Mole. Courtesy of the artist and MAGAZZINO, Rome.

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Sletto & Corso 20th Sélest’art Biennale of Contemporary Art, 2103. Exhibition view. Photo: David Betzinger. Courtesy of the artist and MAGAZZINO, Rome.

La cera di Roma #10 , 2014. Melted beeswax and paraffin candles, cm 203 x 113 x 4,5. Exhibition view at Palais de Tokyo – Modules Fondation Pierre Bergé – Yves-Saint-Laurent. Photo: Aurélien Mole. Courtesy of the artist and MAGAZZINO, Rome.

Re-generation, exhibition view at MACRO, Rome, 2012. Photo: Giorgio Benni Courtesy of the artist and MAGAZZINO, Rome.


Alessandro Piangiamore.
Born in 1976, Enna (Italy). He lives and works in Rome.
www.alessandropiangiamore.com

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