Fotting pirl

In memoria di un antico salumiere di origine brianzola e attivo a Ventimiglia, ho coniato un termine. Costui, in una realtà molto attiva nell’imbonimento e nella microimpostura, quando doveva congedarsi da un cliente anglofono lo salutava, ringraziandolo, con l’espressione: “t’inchiul”, pronunciata con l’accento sulla “u”. E se ne vantava poi con tutti compresi noi ragazzini. Era diventato abbastanza ricco, vendendo salumi e gastronomia. Ho pensato a lui, costretto ad esperire la simpatica forma di inquinamento che ha definito il lago d’Iseo per qualche giorno: avrebbe probabilmente detto «Fotting Pirl», magari aggiungendo la “s” del plurale.