congedi al vento di Antonello Viola
testo di vito Calabretta, 1998

Disposizioni irregolari e regolari di un fuoco:
sopra la materia al vento congeda il gas il legno per combustione energia: luce. Nello spazio cavo di un camino l’insieme dei punti equidistanti dal chiarore delle due luci delinea una nebulosa, abbarbicata alla vita e propensa al cielo, nel profondo scuro. Il pittore, poeta della superficie e poi dello spazio, in quel vano brucia la propria anima mentre l’intimità di una donna esile come lo stecco del legno a tentoni le porta umido per levargli sete, rugiada per distillarne il pensiero, brina per verniciare la superficie al fuoco. Il poeta solo aspira a un ritratto, a un segmento vettore in quello spazio?