Mercoledì 29 gennaio 2014, si è svolta la performance Agent/Encoding/Flow all’interno della mostra con lo steso titolo dell’artista María José Arjona in collaborazione con Marvel Benavides, a cura di Eugenio Viola negli spazi della prometeogallery di Milano

La ricerca performativa di Maria José Arjona è tesa ad un’esplorazione delle potenzialità del corpo, inteso come entità vivente che sente, agisce e reagisce. Un corpo che diviene potente mezzo di comunicazione visiva, scambio di energia simbolica tra l’artista e il pubblico e cosciente produttore di significato.

Agent/Encoding/Flow è un atto di trascrizione del codice Morse al linguaggio del corpo. Il codice Morse è a sua volta un sistema di trascrizione, il primo adottato nella telegrafia per lo scambio di informazioni a lunga distanza, recupera questo “antico” sistema di codificazione, per tradurre i trenta articoli che compongono la “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” (1948) in un testo visivo, interpretato simultaneamente dalla coreografia di Marvel Benavides e dalla sua decostruzione ad opera di Maria José Arjona, impegnate secondo modalità antitetiche ma complementari, a tradurre i segni dell’alfabeto Morse in pura gestualità e movimento.

María José Arjona (1973, Bogotá) vive e lavora tra Miami (USA) e Bogotá (Colombia).

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ROSETTA STONE

Maria José Arjona, Agent Encoding Flow, 2014. Documentazione fotografica della performance. Foto: Lisa Palomino. Courtesy Prometeogallery di Ida Pisani, Lucca/Milano, Italia.