Ispirato al Merzbau di Kurt Schwitters, “Studio Venezia” è il progetto ideato da Xavier Veilhan per il Padiglione Francese della Biennale Arte 2017. Un’istallazione immersiva, concepita come studio di registrazione e sede di creazione in costante sviluppo per i musicisti, provenienti da diversi background, invitati dai curatori Christian Marclay e Lionel Bovier. Secondo lo stesso Veilhan, il padiglione unisce musica e arti visive, con un cenno non solo al Bauhaus e agli esperimenti del Black Mountain College ma anche a Station to Station di Doug Aitken. Pavimenti, pareti e soffitti si intersecano dando vita a un paesaggio di legno punteggiato dalla presenza di diversi strumenti musicali. Una moltiplicazione di moduli che rimanda alla riverberazione dei suoni che in questi mesi vengono prodotti e registrati e che i visitatori attraversano in maniera più casuale che programmatica, in linea con l’idea di luogo vivo, da esperire, come lo studio d’artista.

I fratelli torinesi Maurizio e Roberto Opalio, meglio conosciuti come My Cat Is An Alien, hanno abitato Studio Venezia nei giorni di opening della Biennale, infondendo al Padiglione Francese una sferzata noise, un suono cosmico che è origine di tutti i suoni e delle composizioni a venire, una musica delle sfere che rimanda al free jazz di Sun Ra, Ornette Coleman e Albert Ayler, da sempre fonte di ispirazione dei fratelli Opalio.

  • Come è nata la collaborazione con Xavier Veilhan per Studio Venezia?

Grazie a Christian Marclay, co-curatore del progetto e responsabile di aver invitato una serie di musicisti provenienti dall’area sperimentale e d’avanguardia, a cui Xavier Veilhan era perlopiù estraneo, poiché orientato verso il pop e la dance elettronica. È stato un onore aver avuto carta bianca da Christian ed essere stati travolti da una miriade di entusiastici feedback sia da parte di Xavier e del suo entourage, che dai media e dai visitatori…ci hanno sopraffatti.

  • L’idea di una performance non-performance che di fatto è una registrazione dal vivo è  profondamente debitrice della tradizione dell’improvvisazione e del free jazz, e quindi perfettamente in linea con il vostro approccio compositivo: come avete vissuto la partecipazione al progetto?

In qualità di radicali compositori istantanei, ritrovarci all’interno di un’architettura simile ci ha spinti a far microfonare l’intero padiglione al fine di integrare i suoni e i “rumori” del pubblico con quelli da noi creati, plasmando l’intero spazio in uno “strumento” d’interazione a 360°, anche a livello performativo, sentendoci così perfettamente a nostro agio con la nostra estetica.

  • Potete parlarmi degli strumenti presenti nel padiglione e con cui avete interagito per la prima volta?

Oltre a enormi sculture in legno ideate da Xavier come riproduzioni di chitarre e strumenti acustici, con cui ci siamo subito confrontati percuotendole e facendone stridere le corde, siamo stati rapiti dalla presenza di due rarissime e originali strutture sonore costruite dai fratelli Baschet negli anni ’50, la cui inventiva è paragonabile solo a quella di Harry Bertoia. L’originalità delle forme e dei suoni ha scatenato la nostra creatività.

Una delle figlie, presente in quei giorni, è rimasta molto toccata dal nostro approccio verso questi strumenti, quanto lo stesso direttore della fondazione Baschet, che ha invitato MCIAA a registrare nei loro studi/archivi, avendo ritrovato in noi lo stesso spirito di ricerca sonora che aveva spinto i fratelli nel costruire quelle fantastiche strutture.

  • Le registrazioni verranno pubblicate dopo la chiusura della Biennale?

In realtà siamo già in possesso delle intere registrazioni delle nostre sessions, che nel particolare consistono in molte ore di materiale. Abbiamo infatti richiesto ai tecnici di registrare dal primo all’ultimo secondo di ciò che abbiamo creato, con l’intenzione di utilizzare le composizioni istantanee di Studio Venezia per un progetto di pubblicazione molto speciale…stay tuned!

Ramona Ponzini


MY CAT IS AN ALIEN
I My Cat Is An Alien, duo composto dai fratelli Maurizio e Roberto Opalio, si formano a Torino nel 1997. La loro musica di matrice sperimentale e avanguardistica è caratterizzata da una particolare forma di composizione istantanea. Il primo concerto come supporto ai Sonic Youth risale al 1998. La pratica artistica di MCIAA spazia in numerose discipline: performance musicali, film e video, installazioni audiovisuali, poesia, pittura, disegno, fotografia. Nel settembre 2011 il magazine britannico The Wire dedica loro la copertina. Con più di cento dischi in vent’anni di attività, sono uno dei gruppi più prolifici della scena sperimentale internazionale.

http://www.mycatisanalien.com
https://www.facebook.com/mycatisanalien/


RAMONA PONZINI
Ramona Ponzini è exhibition manager e fondatrice di Treti Galaxie, art project dedicato alla promozione dell’arte contemporanea. Laureata in lingue orientali, si forma nell’ambito della musica sperimentale. Esperta in acquisti all’asta è inoltre art advisor nel campo dell’art wealth management.

www.tretigalaxie.com

1. My Cat Is An Alien. Xavier Veilhan, Studio Venezia (2017)
Photo by Casey Kelbaugh
2. My Cat Is An Alien (Roberto Opalio) Xavier Veilhan, Studio Venezia (2017) ©
Photo Diane Arques  / Veilhan  / ADAGP, Paris, 2017
3. My Cat Is An Alien (Maurizio Opalio) Xavier Veilhan, Studio Venezia (2017) ©
Photo Diane Arques  / Veilhan  / ADAGP, Paris, 2017
4. My Cat Is An Alien, STUDIO VENEZIA.
Photo by Marcella Anglani (weartproject)
5. France, Studio Venezia, 57. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva. Photo by: Francesco Galli. Courtesy: La Biennale di Venezia
6. France, Studio Venezia, 57. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva. Photo by: Francesco Galli. Courtesy: La Biennale di Venezia

FRANCE, Studio Venezia. Video by Paul Allen.