01_Galleria Occupata

“È un mondo in cui al contratto, agli accordi scritti e ai pagamenti tracciabili si preferisce la parola tra gentiluomini, all’antica. Questo garantisce elasticità, improvvisazione, tanta creatività nelle relazioni e la giusta nebbia per ogni circostanza. Le opere d’arte possiamo chiamarle “cose”, dato che vengono vendute e comprate in clandestinità e a prezzi convenienti. Tutto va sempre bene, ma ogni tanto qualcosa affiora nella nebbia. Ci sono tante cose che possono succedere. L’artista, specie se giovane, è invitato ad adattarsi a tutto questo; l’alternativa è andarsi a cercare un lavoro vero.”

intro from Galleria Occupata on Vimeo.

> Galleria Occupata nasce ufficialmente nel maggio 2013, sotto forma di associazione culturale, dopo un lungo periodo di gestazione durante il quale un gruppo ristretto di persone e figure attive sulla scena dell’arte contemporanea siciliana ha maturato la volontà e l’intenzione di reagire ai consueti meccanismi del mercato dell’arte. Il gruppo di lavoro è costituito da artisti, ricercatori e professionisti indipendenti; sperimenta, studia e mette in pratica metodi concreti affinché la relazione tra artista – gallerista – collezionista – curatore, solitamente basata su logiche dettate dal profitto economico, possa instaurarsi a partire da presupposti differenti, che individuino nella ricerca l’unica opera possibile, nell’opera un momento di formalizzazione, nella pratica artistica un bene culturale, nell’artista – o nel ricercatore – un lavoratore.

> Art. 4 (dello scopo o manifesto d’intenti) L’associazione si propone di operare nel settore dell’arte e della cultura contemporanea promuovendo la pratica artistica come valore culturale collettivo. L’associazione riconosce che le attività, i beni e i servizi culturali hanno una doppia natura, economica e culturale, poiché portatori d’identità, di valori e di significato non devono essere trattati come aventi esclusivamente un valore commerciale. L’associazione si propone di contribuire al dibattito sulla rivendicazione dei diritti del lavoro intellettuale, riconosce l’importanza della tutela della proprietà intellettuale e sostiene tutti i soggetti che partecipano alla creatività culturale. L’associazione, nel promuovere e diffondere in ogni sua forma la conoscenza dell’arte e della cultura contemporanea, intende favorire l’elaborazione e la diffusione di tutti gli strumenti atti a garantire e regolare i diritti dei soggetti operanti nel settore, proponendosi di dare un contributo all’elaborazione di leggi, regolamenti, atti di indirizzo e quanto altro necessario, con l’obiettivo di creare le condizioni perché la creatività venga promossa e incoraggiata in un contesto normativo chiaro, trasparente e universale, (dallo Statuto sociale di Galleria Occupata).

storia esemplare n.2 from Galleria Occupata on Vimeo.
“Sua moglie gioca a golf, e allora il collezionista sceglie un quadro dove c’è proprio un uomo che gioca a golf. “Intanto lo prendo, poi ne parliamo”, dice al gallerista. Dopo due anni il quadro è ancora nel salone della casa del collezionista e lui non lo ha ancora pagato. Sono cose che possono succedere, del resto il gallerista non gli ha mai ricordato di saldare. Adesso bisogna recuperare il quadro, ma il gallerista non può aiutare l’artista a farlo. Sono cose che possono succedere. La cosa veramente importante è che non devono esserci mai regole scritte, contratti e transazioni di denaro tracciabili; soltanto accordi tra gentiluomini, così come si è sempre fatto.”

> I fondatori credono che la costituzione di Galleria Occupata sia un atto necessario, rivolto a un contesto in cui (purtroppo!) ha ancora senso alimentare il dibattito attorno alle tematiche del riconoscimento dei diritti del lavoro intellettuale. In seguito alle esperienze che ciascun fondatore ha registrato in prima persona, e sulla base delle riflessioni e iniziative avviate dal gruppo Vladivostok (attivo in Italia dal 2010), l’associazione ha deciso di dedicare una parte della propria attività alla elaborazione e diffusione di modelli contrattuali utili a regolare in maniera chiara e trasparente i rapporti tra i citati attori del sistema dell’arte. Allo stato attuale, l’associazione fa riferimento ai modelli attualmente disponibili, elaborati da Alessandra Donati per Vladivostok www. avladivostok.org/. Proporre l’uso di questi modelli ci pare un contributo indispensabile affinché si possa compiere un primo passo necessario e urgente nell’affermazione della dignità professionale di tutti gli artisti. I modelli di contratto, che coprono molte delle situazioni professionali che un artista si trova ad affrontare (contratto di vendita, contratto di mostra, contratto con galleria, contratto di esclusiva, contratto di commissione etc…) verranno inviati gratuitamente agli artisti che ne faranno richiesta.

> Attualmente Galleria Occupata opera quasi esclusivamente attraverso il web, utilizzando il sito www.galleriaoccupata.it e la pagina www.facebook.com/galleriaoccupata per promuovere una nuova modalità di approccio alla ricerca, produzione, diffusione e fruizione di contenuti artistici e culturali. Tra le aspirazioni dei membri, inoltre, quella di attivare un circuito di residenze che offrano ad artisti, pensatori e operatori della cultura una tipologia di servizi e opportunità non esattamente consueti. L’idea è di offrire la possibilità di soggiornare, lavorare e produrre (opere come pensiero) in una condizione di scambio continuo di idee e progettualità, all’interno di ambienti meno bianchi e freddi del solito: più casa e meno spazi. Le due “case/studio” ad oggi disponibili sono quelle di proprietà degli stessi soci di galleria occupata, si trovano a Paternò (CT) (residenza Bertino_Gagliardo) e Napoli (residenza Cianelli) e sono in attesa dei primi ospiti.